https://www.gazzettadimantova.it/territorio-mantovano/corte-olmo-lungo-valdaro-sit-in-1.13025086
Corte Olmo Lungo a Valdaro si sbriciola: sit-in per salvare l’antica villa
L’iniziativa organizzata per il 7 giugno dall’Associazione culturale Milieu “Un appello alla proprietà
Un’importante testimonianza del Seicento mantovano rischia di sbriciolarsi sotto gli occhi di tutti. Per accendere i riflettori sul drammatico stato di abbandono in cui versa il complesso di Corte Lungo, nella zona di Valdaro, l’associazione Milieu ha organizzato un sit-in di protesta e sensibilizzazione. L’appuntamento è fissato per domenica 7 giugno alle 11 in via Tea Antonini Frette a poca distanza dalla storica corte, che sorge su un terreno privato.
Sos per la memoria collettiva
L’iniziativa nasce fondamentalmente dal grido d’aiuto lanciato qualche anno fa da alcuni ex abitanti della corte, oggi testimoni di un evidente e rapido disfacimento strutturale. Il presidente di Milieu, Sauro Coffani, agronomo di Milano, originario di Castellucchio, ha espresso la volontà di accedere all’immobile non come un semplice ammasso di pietre, ma come una pagina fondamentale della storia dei Gonzaga e il fulcro dell’anima storica di Valdaro. «Non possiamo più restare a guardare mentre un capolavoro del nostro Seicento si sbriciola nell’indifferenza generale» — sostiene — «abbiamo risposto all’appello degli ex abitanti perché crediamo che la tutela della memoria sia un dovere collettivo. Chiediamo alle istituzioni, ai colossi industriali della zona e a tutti i cittadini di fare fronte comune: serve un intervento urgente prima che sia troppo tardi».
Testimonianza storica
Il palazzo ha un valore storico e monumentale di altissimo profilo, tanto da essere tutelato e vincolato dalla Soprintendenza fin dal lontano 1958. Il complesso comprende una residenza signorile, una chiesetta dedicata a San Liborio (che si ricorda il 23 luglio) e una torre colombaria seicentesca. Dopo aver resistito ai lanzichenecchi del sacco di Mantova del 1630 e al lungo degrado iniziato dopo la prima guerra mondiale, oggi è in condizioni «miserevoli e di incuria totale».
Mobilitazione generale
Per evitare che questo pezzo di storia scompaia per sempre, gli organizzatori hanno esteso l’invito a tutte le principali realtà istituzionali e culturali del territorio. Sono stati ufficialmente chiamati a partecipare il ministero della Cultura, la Soprintendenza, Regione Lombardia, la Provincia e i Comuni di Mantova e San Giorgio Bigarello. Al fianco delle istituzioni sono attese le grandi associazioni culturali come la Società per il Palazzo Ducale, Italia Nostra, il Fai, gli Amici di Palazzo Te e la Fondazione D’Arco. L’appello a partecipare e a fare rete è rivolto anche ai residenti e ai grandi insediamenti industriali che operano nella zona logistica di Valdaro.
Il contesto
La vasta area che circonda l’antica corte, tutto di proprietà della società Bs Invest, è tornata al centro della cronaca due anni fa con il piano di investimento da 70 milioni di euro nei siti del gruppo Codognotto e Gxo, provider dei magazzini Leroy Merlin. Furono gli architetti Massimo Ferrari e Fabio Salardi dell’associazione Milieu, a lanciare il primo appello alla proprietà «per il restauro di un bene storico vincolato, prima che la situazione diventi irreversibile. Potrebbe diventare centro di rappresentanza dell’intero comparto produttivo Valdaro con annessi uffici per il porto e per la logistica». La questione approdò persino in Parlamento.